L'italiano deriva dal latino e precisamente dal latino parlato tanto che si può quasi affermare che oggi noi parliamo una lingua che è il latino modificatosi nel tempo. Beninteso, latino parlato che non era quello classico usato da Virgilio, Orazio o Cicerone, ma quello usato quotidianamente dalle persone comuni che si diversificava sia per differenze territoriali, in quanto la lingua di Roma man mano che venivano conquistati i territori si combinava con le altre lingue autoctone, sia per la differenza di alcune condizioni specifiche, a seconda che fosse parlato dai militari o dai provinciali. Intercorreva tra loro la differenza che esiste oggi per esempio, tra la lingua italiana parlata da dei tifosi al bar e quella di un poeta come Montale o D'Annunzio (anche se a dir la verità, l'esempio citato tratta di due registri della stessa lingua e non di due veri e propri sistemi linguistici distinti come erano il latino classico e il latino volgare). Con la caduta dell'impero romano avvenne poi che il latino parlato ando' sempre più differenziandosi dal latino scritto di origine classica usato dalla cultura e dal potere e si creo' così una sorta di bilinguismo (Devoto): da una parte il latino scritto d'origine classica usato dalla cultura e dal potere, dall'altro il latino parlato o volgare usato come strumento di comunicazione quotidiana che si trasforma continuamente e che arricchisce il suo lessico con termini che riguardano il commercio, l'agricoltura e l'attivita' manuale in generale. A un dato momento pero' l'occidente europeo prende coscienza di questa differenza tra le due lingue ed è in quel momento che la differenza si istituzionalizza e nasce il volgare.

 

PRIME FONTI VOLGARE

 

Le prime fonti in volgare sono antiche, sono dei brevi frammenti di lingua che risalgono ai primi secoli del Medioevo, se non addirittura alla prima eta' cristiana.

 

ISCRIZIONE CRISTIANA (350) - mesis nobe al posto di meses novem

CARTA PISANA (730) - "de uno latere corre via pubblica "

DOCUMENTO PISANO (746) - "de uno latum decorre via publica"

CARTA PISANA (816) - "avent in largo pertigas quatordice, in transverso de uno capo pedes dece, de alio nove in traverso...".

 

Generalmente pero' si citano come prima testimonianza del volgare europeo e del volgare italiano essenzialmente queste fonti:

 

IL CONCILIO DI TOURS - una famosa disposizione stabilisce che ogni vescovo deve cercare di farsi comprendere ai sottoposti per uso della lingua volgare e che questi a loro volta debbano cercare di farsi comprendere dai fedeli" ogni vescovo tenga omelia, contenenti le ammonizioni necessarie a istruire i sottoposti circa la fede cattolica, secondo le loro capacità di comprensioni...E che si studi di tradurre comprensibilmente le medesime omelie nella lingua romana rustica (aperte transferre studeat romanam linguam) affinche' piu' facilmente tutti possano intendere quel che viene detto".

IL GIURAMENTO DI STRASBURGO - (842) nella cerimonia i figli di Carlo Magno, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, successori al trono delle due parti dell'impero Occidentale e Orientale giurano nelle rispettive lingue volgari.

L'INDOVINELLO VERONESE - indovinello allusivo all'atto dello scrivere i buoi sono le dita, il campo bianco è il foglio di carta, il bianco aratro e la penna d'oca e il nero seme e' l'inchiostro.

"Se pareba boves - alba pratalia araba - et albo versorio teneba - et negro semen seminaba" (Spingeva avanti i buoi, arava un campo bianco, teneva un bianco aratro, e seminava nero seme).

A livello lessicale sintattico il documento denota ancora la presenza di parole latine quali ad esempio semen o la congiunzione et, ma sono presente parole dal volgare quali versorio che e' un vocabolo tipico del dialetto veneto.

LA CARTA CAPUANA - (960) dichiarazioni dei testimoni (formula di giuramento) in una causa per una questione di diritto di proprieta' tra il monastero di Montecassino, rappresentato dal proprio abate, e un tale Rodelgrimo d'Aquino.

"Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti"( So che quelle terre, per quei confini che qui sono descritti, le possedette per trent'anni la parte di S. Benedetto).

 

PRIME FONTI LETTERARIE ITALIANE

 

Ritmo laurenziano(1150 circa) - componimento in ottonari (cantilena) scritto da un giullare toscano per ottenere in premio un cavallo dal Vescovo di Pisa, di cui ne fa le lodi insieme al Vescovo di Osimo .

 

Ritmo cassinese (ultimi anni del XII secolo) - scritto da un autore colto, questo documento e' un dialogo in versi che tratta della vita terrena e celeste.

 

Da questo documento in poi si può iniziare parlare di un a vera e propria storia della letteratura italiana.

 

TRASFORMAZIONI SINTATTICO - LESSICALI DEL VOLGARE

 

1) Le preposizioni sostituiscono i casi (nominativo, accusativo, vocativo etc.)

2) Introduzione sempre più massiccia dell'articolo

3) I dittonghi ae ed oe si trasformano in e (aperte o chiuse)

4) Scomparsa del genere neutro. Le parole neutre passano al maschile

5) Scomparsa della coniugazione passiva del verbo

6) Comparsa di una nuova forma verbale del futuro composta dall'infinito e dal presente del verbo avere (amerò, da amare habeo)

7) Si riducono gli aggettivi e i pronomi dimostrativi, abbondanti nel latino. Il loro uso però rimane molto intenso dato la natura del volgare che all'inizio è essenzialmente parlata e che dunque necessita di dimostrativi per indicare continuamente gli oggetti di riferimento Sono numerosi i nuovi costrutti che si creano come per esempio : ecce hic, ecce hoc, ecce hac da cui derivano qui, ciò qua.

 

AREE IN CUI SI SONO SVILUPPATE LE LINGUE NEOLATINE

 

Dal latino dunque derivano, o più precisamente sono l'evoluzione, le lingue romanze che si classificano in:

ITALIANA

FRANCESE

SPAGNOLA

ROMENA

SARDA

LADINA

 

FONTI BIBLIOGRAFICHE

 

Antologie e Compendi

Guglielmino - Grosser - Il Sistema Letterario - Guida alla storia letteraria e all'analisi testuale - Duecento e Trecento Principato 1992

Carlo Monti - L'esame d'italiano per ogni ordine di istituti tecnici (Vol.I per la III classe) Edizione Bignami 1977 (un bigino che mi ha fornito un esempio di come compendiare gli argomenti).

Saggi

S.Gensini, Elementi di storia linguistica italiana, Minerva italica, Bergamo 1982

Devoto,

Roncaglia, Poesia dell'eta' cortese , Sansoni-Accademia, Milano-Firenze 1961