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Giovanni Verga - Di famiglia benestante e di antica origine nobiliare, trascorse l'infanzia nel clima particolare del liberalismo siciliano, improntato allo spirito risorgimentale e patriottico che doveva poi ispirare i primi suoi romanzi. Iscrittosi alla facoltà di legge a Catania, non terminò gli studi, impegnato a pubblicare, in quattro volumi, il romanzo I carbonari della montagna. Dal 1860 il Verga si dedica anche ad una intensa attività giornalistica e pubblicistica: fonda un settimanale politico Roma degli italiani, e vi pubblica una serie di articoli di accesa impostazione patriottica; contribuisce alla realizzazione di una rivista letteraria, L'Italia contemporanea. Nel 1869 il Verga si trasferisce a Firenze, dove stringe amicizia con il romanziere e critico verista Capuana, e frequenta i salotti letterari. Nel 1872 si sposta a Milano, vi rimarrà fino al 1893: qui ha rapporti culturali di amicizia con gli esponenti della Scapigliatura milanese, il Praga, il Boito; nel 77 anche il Capuana si trasferisce a Milano. Tornato nel 1893 a Catania,il, Verga vi rimase fino alla morte, nel 1922, se si eccettua qualche soggiorno a Roma, nel nord Italia e a Berlino. Nel 1920 è nominato senatore, e si onora in lui, in tal modo, il maggiore narratore italiano dell'ultimo Ottocento. La produzione preverista Le opere della prima giovinezza hanno scarso rilievo: si tratta di romanzi storici ispirati al modello del Dumas (Tre Moschettieri, Vent'anni dopo, Conte di Montecristo ecc.) e di altri narratori francesi. I carbonari della
montagna (1859-69): narrano di una insurrezione calabrese
contro il Murat.
Sulle lagune (1862), storia
dell'amore tra un ufficiale austriaco e una ragazza veneziana,
nella città ancora soggetta al dominio austriaco. I
romanzi seguenti sono anch'essi di gusto tardo
romantico. Una peccatrice (1862),
narra la storia dei tristi amori di una donna di lusso e di uno
studente povero. La donna si avvelena per paura di perdere
l'amante.
Eva (1864-65) ricalca schemi analoghi anche qui vi
è un incontro tra una donna di classe ed un povero
pittore. Abbandonato dall'amante, il pittore la contende in
duello al nuovo rivale. Più incisivo il romanzo Storia di una capinera:
(1871) che racconta di una fanciulla che, confidandosi per
lettera a un'amica, rivela il segreto del suo animo
aperto alla gioia e all'amore. Costretta dalla matrigna a tornare
in convento, muore lentamente nell'angoscia. In Tigre Reale (1873), si
racconta la storia della passione violenta di un giovane,
Giorgio, per una signora russa, che interrompe la relazione col
giovane, e poi la riprende in modo violento alle soglie della
morte, in Sicilia. In Eros (1875) è
tratteggiata la storia di una vita inutilmente spesa
tra amore e mondanità, che si conclude con un colpo
di pistola In tutti questi romanzi Verga
piange per i dolori procurati dal piacere e narra come à
stato osservato, storie di vinti, di vinti dall'amore.
La partecipazione sentimentale e l'autobiografismo con forte
accento melodrammatico sono caratteristici di questo
periodo. |
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