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La Conversione al verismo

Nel 1874 avviene il salto qualitativo: non più gli ambienti dell'alta società, ma quello di un paesello siciliano, non più una storia di femmine depravate e di artisti sconfitti, ma quella di una povera contadina: la novella Nedda, narra la storia una povera contadina, chesi innamora di un povero giovane, Janni, di cui resta rapidamente vedova a causa di una disgrazia. La bambina nata da lui muore d'inedia e Nedda resta sola nella sua miseria.

Le componenti storico-culturali della nuova arte del Verga sono tre:

la teoria dell'evoluzione naturale, dalla quale egli ricavò il concetto della lotta per l'esistenza come base dello sviluppo della storia umana;

gli studi e le inchieste sulla questione meridionale, condotte da storici e deputati del tempo, come il Villari, il Franchetti, il sen. Jacini e soprattutto da Giustino Fortunato, che lo guidarono alla scoperta delle plebi siciliane, della loro miseria, della loro condizione umana;

il naturalismo francese che, con la poetica della obiettività e della rappresentazione scientifica dei fatti narrati, gli permise di eliminare tutte le frange sentimentali di gusto tardo romantico; che aveva caratterizzato la sua produzione precedente, e di inventare un linguaggio nuovo. Il principio fondamentale della ideologia verghiana è l'esistenza di una stratificazione sociale, nella quale è impossibile la comunicazione e il passaggio da uno strato all'altro: struttura rigida che sostituisce presso gli uomini d'oggi il fato degli antichi. Solo l' impersonalità e l' analisi "scientifica" possono quindi garantire che non si trasferiscano, nella rappresentazione del mondo popolare, sentimenti e gusti delle classi dominanti. Come scrive nella prefazione alla novella L'amante di Gramigna, se "la mano dell'artista rimarrà assolutamente invisibile allora avrà l'impronta dell'avvenimento reale, e l'opera sembrerà essere fatta da sé, aver maturato ed esser sorta spontanea come un fatto naturale, senza serbare alcun punto di contatto col suo autore, alcuna macchia del peccato d'origine".

Questa poetica fa la sua prima prova con la raccolta di novelle Vita dei campi (1880), con alcune novelle ormai famose: Cavalleria rusticana, storia di un adulterio, con un duello rusticano in cui il giovane Turiddu è ucciso da compare Alfio. Jeli il Pastore, in cui un guardiano di bestie taglia la gola al seduttore della moglie, il giovane figlio del padrone che gli era stato compagno di giochi Rosso Malpelo, storia di un piccolo minatore oppresso e vittima dello sfruttamento dei padroni; La Lupa, storia di una vedova che seduce e ammalia il marito della figlia, il quale, per liberarsene, la uccide con la scure; infine Fantasticheria, novella antesignana di molti temi ripresi nei I Malavoglia.

 

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