| estratto da CHRISTABEL, 2002 Eppure siamo cambiati. Nei lontani, orizzonti sparsi dei tuoi capelli, nell’Ashley che t’esplora ma non muta se non assente, nell’apparire e disparire d’un istante irreversibile –qui ti scavano i capelli l’evangelica fronte-. Perché? Mutatis mutandis si dice, e che lo spirito sia pronto ma la carne è debole. E altra umanità, altra giustizia, altro amore, altro Dio. Ma poi, che vogliono dire? *** Ferma davanti allo specchio, solare e nebbiosa al mattino, capelli arruffati sul volto, maestosa, elegante se pur nuda d’una nera intimità che non svela, sorridi. E sorridi di pieno sorriso, bianco, raro, raro sorriso. Sono sempre diverse le cose d’un tempo. Così la baita del tempo, lontano, non irrora più di sole. In corpo t’involgono parole tristi, di preziosa tristezza, preziosa, che ai neri filamenti di ciocche, evapora. E non illumina foglio stracciato, né scalda, andato liquido entusiasmo. Rimane solo pensiero, la sera, non detto, corpo deserto: non ci è dato sapere quanto dura il tempo. *** Muoio ogni giorno un poco. E rosone arido di luce indora inutilmente me, diradando nebbia, immagine vacua, sintesi d’aria spezzata. Donna, boccale avido di bocca, terra arata di sensi, amante lacerata, sopore d’assenza, sei nell’assenza. *** Ti cercava la mano il guanto bianco, bisogno soffocato d’umano, cieco d’una roca voce in sogno, che nel sogno la vita appare mano calda, profumata, mano di donna che prende e non ti lascia. *** Ascoltami. L’amore è una bianca, leggera ferocia d’essere felici, è l’icona della foglia secca ai suoi piedi nudi, è la sera, è la serra del capello che scosta dalla sua bocca, screziata. Ascoltami. L’amore è una dolcefuriosa bocca, è uno sguardo di lupa, è un odore che si attende, cupo, nell’alba. *** Non nega la mia tristezza l’aforisma di sabbia e spuma. E sogno. Tu sei la mia tristezza. Tu sei l’avido spessore d’un bacio, deragliato -“mi fai sudare, io che non sudo mai”-. Tu sei l’onda, la forma d’incontro del velo fra gli amanti. Ma cosa siamo noi in questo vuoto attendere la luce? |
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| Alessandro Canzian | ||
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