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L Alba e lo sposo
Un ampio strumento, a me avo, invidioso
della notte,
invoca, le prime ore di luce. Quando il mondo non lavora,
il nostro rapporto, dunque, nel cuore per le ore corte,
si dissocia. La marina tromba, con il suo canto, ci
sfiora.
I due amanti, mi rubano : istanti e attimi, loro,
comunicano,
a distanza. Per come si toccano, dovrebbero, per la mia
invidia, morire.
Sono fragile, sfido il peccato e la gelosia, che non mi
abbandonano mai. Sono,
sincero e mi fido solo allAlba, quando, gli amanti,
ritornano a soffrire.
Non è un caso, che, quando mi sono separato,
ho folleggiato. Ogni volta, durante le loro notti, ho
sempre perso lequilibrio,
ma è attenta, oggi, la mia anima, con il suo sottile
udito,
ascolta il dolore, e combatte la paranoia. Il mio cuore
pulsa, damore serio.
©
Giancarlo Ferrigno
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