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La caccia del falco
Scoppia un incendio, i due demoni, nella
peste funerea,
seguono come conigli, a piedi, il defunto. Con il loro
passo corto,
come quello dei cavalli bianchi, durante una caccia,
sulla bassa marea,
e su secche pianure, i sensi distorti, galoppano. Pesco!
Anche da morto.
Noi siamo come il diavolo greco, che in dissonanti
giostre e balli,
con il suo prostituire piacere, alla voce parlante dei
galli,
artiglia il destino. Siamo come i cavalieri e ultimi
signori dellinferno,
non accettiamo offese, ci ribelliamo alle feste con il
freno.
Eppure! Qualche violento falco, ci troverą. Ad occhio,
comprenderą il nostro lavoro. Poeta e fratello,
mio complice, nella nostra avventura, il mai vecchio,
con le sue memorie, allacqua e allaria
brucerą. Ti dono lo stagnolo, oh! Anello.
©
Giancarlo Ferrigno
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