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La canzonetta di psiche
Tra te e
me, ci sono io, che sono anche altro. Le miei parole,
saranno chiuse in una tomba. Strade, dintorno, mi
circondano, di solo, spoglie,
radianti, al vento dodori di fruscii e bombe. Qui!
Niente e nessuno è molle,
privo di volontà. Immagino il Paradiso, come un'unica
casa, per il mondo, dove condividano le veglie,
senza il regalo della malinconia, i profumi cristallini,
che non dimenticano.
Ho percorso a tratti, una solitudine estrema, spesso
violenta,
impostami, da chi è il disumano sulla terra, la bestia.
Il fato, ignora la mia richiesta daiuto,
nellinfermità,
non importa, se implori, chi neanche ti ascolta,
cè sempre lultima speranza. Sono debole e la
lenta,
prepotenza della mia preghiera, non ha convinto Cristo,
ma è un inganno a Satana la mia vita.
Eppure, se tutti sono gloriosi, perché, non vestirsi
dalla nascita di gioia, poiché,
come il goloso, che nelloceano della noia, si nutre
sempre più, anche,
la forza conservativa e vittoriana del glorioso, per
noia, suona larpa, oh! Psiche.
Così! Si tesse lanima del mondo, le trame di ogni
bella o brutta storia, allamore,
sono unite. Un amore, che splende al chiarore di un lume,
ahimè! Che strano, vivere schiavo di un fiume,
ma Dio, mi ha reso un liberato, la musica delle mie
parole,
i fratelli non dimenticano.
© Giancarlo Ferrigno
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