UN’UTOPIA POSSIBILE E
NECESSARIA
Sovente penso a un paradosso di
portata
storica globale che pure mi riguarda personalmente, ma che investe
direttamente ciascun essere umano.
Mi riferisco a un’oggettiva
contraddizione tra il crescente progresso tecnico-scientifico
compiuto soprattutto negli ultimi decenni, che permetterebbe
all’intero genere umano di vivere molto meglio, e la realtà
planetaria che evidenzia un sensibile peggioramento delle condizioni
economiche, materiali e sociali, soprattutto dei produttori e dei
lavoratori salariati (anzi sotto-salariati) che vivono anche nel
mondo occidentale cosiddetto “avanzato”.
Ebbene, grazie alle più recenti
conquiste dello sviluppo tecnico e scientifico, la grandiosa, nobile,
quanto antica “utopia” dell’emancipazione
dell’umanità (tutta l’umanità) dal bisogno
di lavorare e, quindi, dallo sfruttamento materiale, è
teoricamente (ossia virtualmente) realizzabile, oggi più che
nel passato, nel senso che sarebbe oggettivamente possibile, oltre
che necessaria, ma nel contempo è impraticabile, almeno nel
quadro dei rapporti giuridici ed economici esistenti, che si basano
sulle leggi e sulle tendenze classiste insite nel sistema
capitalistico-borghese, che non a caso attraversa un periodo di grave
crisi strutturale.
Pertanto, l’idea
dell’affrancamento definitivo e totale dell’umanità
dallo sfruttamento e dall’alienazione che si compiono durante
il tempo di lavoro, appare molto prossima alla sua attuazione.
Pur tuttavia, ciò non potrebbe compiersi senza una violenta
rottura rivoluzionaria rispetto al predominio capitalistico-borghese
vigente su scala planetaria.
Come gli antichi greci si occupavano
liberamente, e amabilmente, di politica, di filosofia, di poesia e
delle belle arti, e godevano di tutti i piaceri offerti dalla vita,
in quanto erano esonerati dal lavoro materiale svolto dagli schiavi,
così gli uomini e le donne di oggi potrebbero dedicarsi alle
piacevoli attività del corpo e dello spirito, affrancandosi
finalmente dal tempo di lavoro affidato esclusivamente ai robot e
condotto grazie a crescenti processi di automazione e
informatizzazione della produzione di beni materiali.
Questo traguardo storico
rivoluzionario
è oggi raggiungibile, almeno in teoria, proprio in virtù
delle enormi potenzialità “emancipatrici” ed
“eversive” offerte dallo sviluppo della scienza e
della tecnica soprattutto nel campo della robotica, della cibernetica
e dell’informatica.
Lucio
Garofalo