BENITO MUSSOLINI

Benito Mussolini nacque a Dovia di Predappio (FO) il 29 luglio 1883 da Alessandro Mussolini, fabbro ferraio, e da Rosa Maltoni, maestra elementare. Anche per l’influenza del padre, attivo organizzatore politico schierato sulle posizioni di Andrea Costa, si avvicinò giovanissimo al socialismo. Nel luglio 1902 si trasferì in Svizzera, dove rimase fino al novembre del 1904, svolgendo un’intensa attività di propagandista socialista tra gli emigrati italiani. Rientrati in Italia, fu maestro elementare fino al 1909, quando si stabilì a Trento, dove assunse la direzione dell’Avvenire del lavoratore e collaborò al quotidiano di Cesare Battisti il "Popolo di Trento" prima di essere espulso lo stesso anno dalle autorità austriache. Tornato a Forlì, divenne segretario della federazione provinciale socialista e direttore del settimanale "La lotta di classe", facendosi notare per le sue qualità di agitatore nella guida di grandi scioperi agricoli che interessarono la provincia romagnola. Da allora il ruolo di Mussolini all’interno del Partito socialista andò crescendo d’importanza fino al congresso di Reggio Emilia del luglio 1912., quando si impose come uno dei leader della corrente rivoluzionaria e nel dicembre del 1912 assunse la direzione dell’"Avanti". In seguito allo scoppio della prima guerra mondiale, si schierò su posizioni interventiste: ciò portò alla rottura con il partito , che gli tolse la direzione dell’ Avanti il 20 ottobre e ne sancì l’espulsione il 23 novembre. Il 14 novembre uscì il primo numero del nuovo quotidiano da lui fondato, "Il Popolo d’Italia", che sarebbe diventato l’organo ufficiale del fascismo. Arruolatosi volontario nel settembre 1915, partecipò alle vicende del conflitto fino al febbraio del 1917, quando fu ferito dallo scoppio di una bomba. Nel marzo del 1919 diede vita ai Fasci di combattimento. Presentatosi alle elezioni dell’ottobre 1919, non riuscì ad essere eletto. Divenne deputato nel 1921. In seguito alla marcia di Roma, Mussolini assunse poteri dittatoriali che conservò ininterrottamente fino al 25 luglio 1943. Morì, fucilato dai partigiani, a Giulino di Mezzegra (CO) il 28 aprile 1945.