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Acrostico
Accarezzo,
ovunque, il tuo sguardo, nel silenzio. Ogni sera,
niente mi rallenta, il colore bianco dellinnocente
pensiero,
non cè stagione, che non è : breve, brillante,
ribelle e Alfiera,
ancora cè neve, nel mio cuore, oh! Immutabile
albero.
Muore lontano, da te il ragazzo, negli anni farfalla e
ramo,
anche il fuoco, della mia umiliante passione,
ruvido nellanima, con me muore. Il silenzio è
azione,
ira e prova, di un filo di catena fine,
annosa, come una malattia, che non amo.
Tiene spesso, dissonanti suoni, come il nostro profumo,
radici mobili, limmagine di noi insieme, che è un
fantasma.
Allineata, era, alla mia penna, la sua pura fama,
viene descritta, destinataria di un treno che fuma,
ancora! La relazione, in un futuro, non ha consumo.
Giurando, alla svedese perdono, il suo ritorno,
Livido crebbe! Come questo, rimaiolo, che per averti in
sposa,
inventò di tutto. Mi restano solo letture tristi, in
ogni cosa,
non volle, che farsi rapire, dalla poesia, dalla
velenosa,
orfana memoria, di un verso acrostico e porno.
©
Giancarlo Ferrigno
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