autori Poeti contemporanei

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  Io così prima lo dico

Sdraiato tra il mio e il suo ventre, mi tento,
leggo di tutto, scrivo sui libri.

L’idea ultima, gli squilibri,
commento per lei e per lui, l’assorto.

Fisso un incontro, a questo punto, con l’autore,
dall’inizio, dalle prime pagine,
in quella parentesi che richiama all’introdurre,
ricerco la formula, il pensiero magico, l’alchimia della fine.

Si arresta con uno scatto il suono, l’improvviso,
al demone, ho venduto il mio sorriso.

Presi all’ora, una guida a cavallo,
la reazione chimica dell’Odisseo, la tecnica,
che doveva diventare, una nuova amica,
in grado di eliminare, il mio stallo.

Volando basso e senza le ali,
finisco, navigante, nel viaggio dei mali.
…allucinazione

Ora! Ti racconto in breve, con chi fece sesso,
il pioniere del mito, l’esperienza solo l’una.

La ragazza madre, lo condusse al punto stesso:
il dove non puoi! Gli appelli alla fortuna,
dolce guida, che sbrilli, il mio sogno perverso,
a noi sono distanti, sempre e ovunque, in questo immenso.

Io, che non possiedo il famoso scudo,
ad un Dio e ad un tempo, un’ora ti voglio. Al viso,
strappo tutto ciò che è deturpante, sono del nudo,
il sacerdote, dotato di grande spirito . Uso!
Prodigi che aiutano la parola.

La mia ragazza dov’è! Così giovane vola.

Vago, straziante, nei bar, mi nutro di latte,
giorni di deliri e guerra, ricordo la sete.

Un commento sulla giustizia esemplare,
non purificò l’alito e la coscienza del mio amare.

Solo la città del riposo eterno, immune, è, dal sudore,
quando fa caldo, di lì a poco, poi, piove.

La mia ragazza mi troverà, alla fine, ma quando e dove!


© Giancarlo Ferrigno