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Poeti contemporanei


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ALTROVE
A H.

Il lampo a me disceso verso sera
dalla punta di sole del tuo sguardo
come dalla finestra di una casa
affollata di morti
dove un frullo di chiavi silenziose
custodiva nel bronzo il tuo respiro
sorprendendoti in volo, chiaro nulla
consegnato alla luce
mentre il falco del re posava vuoto
di segnale e di grido.

E poi, furente grandine scoccata
sulle morbide palpebre dei vinti,
ti sbiancava le spalle, o mio trafitto
nella vertigine del giorno chiuso,
impugnando il tuo cuore di falena
e scavando la polvere.

Ogni fiore era attesa, ogni preghiera
taceva ai vertici della campana
e del secco sigillo della notte.

La cicatrice ti sbarrava il moto
come un piccolo fulmine di baci
incollato alla tasca
e ti frangevano sovrappensiero
fronti smarrite e pianto di sorgente.

L’ultima immagine del tuo sostare
quasi all’orlo del pesce e del naufragio,
un gesto e quel tuo sudicio, lucente
straccio di Giona che fissavi immoto
all’asta nera della lontananza.

 

 

Cristina Sparagana