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Poeti contemporanei


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Where is my pussy pussy pussy pussy?

Sgusci dal buio, tu,
randagio immemore,
la coda un aspide di temporali
e di perle di zucchero. Rinneghi
il mio trascorrere sul vano lieve
che ti fissa all’asfalto, delicata
daga dell’estinzione che s’interra,
che risorge, che trema nel ventaglio
delle farfalle di catrame. Nuoti,
vela di bucce e scarpe senza suole
incagliata al marezzo. Quanti nomi
e singhiozzi di bambini ti hanno fatto così,
reciso al mezzo e pianto, come un canto
dissepolto dal nero della nota
e steccato sul nascere, remoto
alla battigia e al futile ricordo.
Morto, sì. Forse morto
o piuttosto confitto come un sasso
dal fiore duro della porcellana
fra le macerie dei motori in fiamme,
i cartoni del sonno e la cadenza.
Il resto è croce, è riga, è vuoto a perdere,
è passo chiuso, luminosa assenza.

 

 

 

 

 

 Cristina Sparagana