autori Poeti contemporanei

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CENOTAFIO FELINO

Foglie ve n’erano dovunque, gialle,
luminose e stecchite, taciturne,
incollate alle punte della vita
e alla zampa di lepre degli amanti.
Ma dove andavano a cacciarsi i gatti
per strisciare sul loro crisantemo?
In un cassetto, nella porcellana
di un soprammobile dagli occhi grigi?
Dove andavano a mettersi, in che rigidi
pacchi di rafia e di cicuta, dove?
In che pendola estinta, dove dove
si cacciavano i gatti per morire
avidamente, generosamente
al bagliore letale, decisivo
della calda pallottola di lana
fulmine sulla curva acuminata
di una pantofola alla turca dove
dove, dove, nel ventre meno obeso
della più piccola matrioska, dove
soffocati dai lacci dell’intarsio
o sul fiore di loto di un soppalco
nel sortilegio di una culla dura
congelata da raffiche di seppia?
O nei gesti affilati di una vecchia
chiusi in lampada magica, lanciati
proiettati, sparati contro il muro
da un feroce plotone di pupazzi.
Dove si andavano a occultare  i gatti,
per cacciare in silenzio, per morire?
In che foto di gruppo, in che bobina,
in che stufa di ghisa, in che cucina
fitta d’aglio e di rafano, in che donna
generata da miglio e panpepato?
Dove? Dove? Nel gesso, sul selciato
O sul cupo rammendo di una gonna?
Sotto un pezzo di specchio, fra gli scuri
di una remota principessa e forse
nel suo impasto di polvere e d’attesa?
Fra le gobbe di marmo di una chiesa?
Sulla vetta di un pino? Dove? Dove?


 
     
     
  Cristina Sparagana