autori Poeti contemporanei

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  DISTACCO

Non solo i treni carichi di righe
e di sorrisi spiegazzati e mani
intagliate nell’attimo. Non solo
quel violento cozzare spalla a spalla
come due terrecotte color cielo,
fatte polvere d’erica, non solo
la contraddanza dei calzoni, il vuoto
come azzurra cometa che tra mille
pleniluni ti sceglie, che t’invoca
a tremenda scadenza, quel guizzare
dello specchio dal fumo alla fanciulla
colta sul bilico del pianto e ancora
i cavalli e il motore, la partenza,
la chitarra furente del binario. 

Non solo questo, no, ma ancora il vano,
l’esile muschio delle tue caviglie
gambi che il vento consegnò alla riva
sprofondando nel gelo dei vagoni
in un conflitto dove solo il buio
rosseggiò in campo vuoto, senza grido,
tra i defunti appannati dietro i chiodi.

Perché nessuno ti vedesse, e svelto
cavasse lutto dalle grandi mani
che il narciso evocava a nuova vita,
perché solo la raffica infinita
ti colpisse le palpebre nebbiose.

     
     
  Cristina Sparagana