autori Poeti contemporanei

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ELENA BOCZ

Eterna - greve, verticale, scende
il compasso del sonno sulla fronte -
avanza. Posa ai piedi dell’altare
il dagherrotipo del tempo. Muta
s’inchina ai vivi. Giace. Li saluta
dietro il bianco percalle delle tempie.
Il pianeta in declino Ŕ il suo rossetto.
Le labbra sbafano nel sole. Quieto
Ŕ il tracciato compiuto del sorriso.
Sciame di grilli terminali, l’alto
promontorio del viso.

Assente, dopo lunga, riflessiva
inalterabile presenza. Mente
composta nello stupefatto
taglio moresco.
Galop svogliato dei presenti. Breve
rogo doloso di violini. Tregua
nei suoi sgranati, ipnotici, turchini
occhi di teschio.

Un corvo sbianca tremulo nel vuoto
dell’aspersorio.
La trinitÓ lo riconosce, prega,
imprevedibilmente prega il nuovo
peregrino converso.
Il Santo Spirito non crede perso
il suo scettro di piume. Si commuove
agli sbadigli lucidi di Dio,
alla sua cataratta luminosa
china sul mento. Rapido l’incenso
si raggruma furioso. La bufera
travolge il bronzo.
L’occhio s’apre a metÓ. Cala il tramonto
sul lieve assenso.

 
     
     
  Cristina Sparagana