autori Poeti contemporanei

 

 

  HINTERLAND

Hai vento sulle tempie,
sulle gomene e i prati
terra gentile,
terra
di capelli e di sole
dilagati tra il falco e la campana,
terra di nudi e di sorpassi chiari,
levitą di silenti migrazioni
di bufere e di treni diroccati,
rotonditą di inquieti noviluni,
di seni gravidi di mosche, chiese,
d'infinito dolore,
di brevi tombe insonnolite, lupi
delicati e tonali,
monumenti di jazz, tramonti duri,
crocifissi di sabbia trasversale,
di antiche copule e di esecuzioni.

Saturnale di storia e di fandango.
Terra spezzata,
senza continente,
moncherino di nacchere e di tuoni
affondato nel mare,
capovolto
come quello di un morto senza nome.

Calendario liturgico, solare,
sartoria profumata di lozioni,
caffč ronzante,
tragica canzone
di cin cin fragorosi, di cannoni
arenati sul porto, come piovre.

Pergolato di cardi e di marosi,
tremolo buio di miseria, il tempo
ti ha violato
le reni e la cintura.

Ombra terracquea,
rapida di morti,
sogno rappreso
sogno americano.

Afona geografia,
terra solcata,
segnavento di grilli e di limoni.

Donna di vespro,
donna d'orologi
dalle lancette sgretolate.
Donna.
Scialle andaluso di zanzare. Gonna
d'arinie e di colombaie,
di canili.

Terra di cocci di bottiglia.
Noria
di estuari carnosi.

Trama d'avemarie pietrificate,
porto di sangue, porto d'aspersori
e di inginocchiatoi lentigginosi.

Ci corichiamo in te, come nel grembo
di una piccola madre agonizzante,
laceriamo i tuoi veli monacali
e risorgiamo con i tuoi ventagli
di sgualdrina cenciosa, portuale.

Sei terra e donna. Sei
campo bruciato,
torre tubercolotica,
cantiere
di cristalli di rocca e di meduse.

E hai fiori adunchi e stelle di tentacoli
nell'incudine verde dei tuoi mari.
 
     
     
  Cristina Sparagana