autori Poeti contemporanei

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  Oilmè Oilmè Oilmè ch’io son perduto...
Fui profumiera e adesso son carogna
genuflessa sui ceci, all’angolino
mi sto, gemendo nella dolce gogna.
Da troppo tempo bella e avvezza al lezzo,
(ti si contano gli anni, cara mia)
Dove ho messo la cipria, lo specchietto?
Oh tu che passi, cercami la borsa
e gli occhiali, se puoi, ch’io son la Pia.

Mamma, gridiamo, mamma! Mamma! mamma!
Mamma, ci offendono, ci fanno bau,
marameo, cuccussettete
, ci danno
le tottò con un cingolo d’ortiche
e poi ci spingono, ci fan le fiche.
Dacci ragione, mamma mamma mamma!
Chi fa la spia
non è figlio di Maria
non è figlio di Gesù.
Quando muore va laggiù.

Va laggiù da un brav’ometto
che si chiama diavoletto.

Lei mi percorse con le ghette nere,
maledetta bufera di lussuria.
L’ascella madida, la mano al fianco,
mi calpestava. Oh colpa, oh ciel, goduria!
Ero un buon padre di famiglia. Eh, quanto
amai la mia signora e la mia prole,
il mio pasto, il mio impiego, la chiusura
dei conti a maggio e il giorno del Signore
celebrai sempre e adesso sono fango
sculacciato in dulcissima lordura.
Cecità, squilli e fiamme a me che infante
divelsi l’elitra alle cavallette
e portai al laccio il calabrone verde
 

 

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