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| come un dio
di solfeggi e nervature. Io innalzavo il suo busto pudibondo, io piedistallo, io solo piedistallo della sua piccola natura morta che ridendo gridava: "mamma! mamma!" e si chiudeva come una farfalla si richiude a ventaglio sulla tenebra. Lodio si fece batticuore e braccia, e la parola trapanò il mio udito, o-dio che la facesti, o dio smarrito o dio, non far chio dica dica dica o dio, orribile cosa chio non dica. "Por aquella vereda no pasa nadie, no pasa na-a-die que murió la zaga-la la zaga-a-a-la, la flor del va-alle, la flor del va-a-alle " (Mater puríssima, Mater castíssima, invioláta, intemeráta.) Lacrima di Lucifero che azzurra sgorghi sul sonno e la degradazione, coltellino di corno, chiara polla e búia e búia e búia e búia e búia. Tu mi facesti dellocchiaia fogna. (Lostessa: Oh, fiuto fino! Oh, fiuto fino! Bevi, Sly, bevi, Sly che se non bevi chi sei? chi sei? Beone, ubriacone, cantore di taverna, giocoliere, venditore ambulante -Miserere!- pezzo di cuoio sudicio, straccione.) Laudato sii, nostro fratello vomito. Laudato sii, verdesco luccicore, ke nullu homo ène dignu te lavare, e cinfagotti dalla testa ai piedi, di bolle e pesci e guazzo furibondo e dansia e spasimo e bottoni neri |
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