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Poeti contemporanei


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BANCHI DI LIBRI USATI

(A J.)

I libri che la raffica scompiglia,
muta in uccelli, scuote come rami
nel tramonto di cuoio, mentre cade
l’ala sfinita, l’esile parola
che insabbia gli occhi nel sepolcro, stride
l’ultima pagina, dischiude
litanie di vocali, gialli nidi,
trepide croci di ricordi e ancora
nostalgie d’altri inverni, d’altri soffi
nell’oboe delle mani, altri disgeli.

C’è un lamento di spille sul ciliegio
che s’accosta alla fronte, quasi un tiepido
sussultare dell’occhio nel perduto
sorso di latte, nella lieve scherma
tra singhiozzo e bagliore, nel trillare
del giglio al limite del seno. L’osso,
scavato da conchiuso picchio,
geme contro la foglia, s’alza in volo
al cerchio smunto delle labbra.
Alba
perché ritorni? Perché  accendi
le tue fragili forme di candele?

 

 

 

 

 

 Cristina Sparagana