autori Poeti contemporanei

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  MORTE DI UN PROVINCIALE
(soliloquio poetico in tre fasi)

I

Credo che fosse scritto nel destino.
Era l’estate, come la chiamiamo
noialtri qui, "estate di San Martino",
ed io ero un uomo piccolo, italiano
di mezza età, con un gilé spinato
gli occhi blu, ma non belli, e il quotidiano
del giorno che mi usciva arrotolato
dai pantaloni a poco prezzo, e il viso
arruffato di sonno, spettinato.
Sedevo lì, sentendomi deriso
dalla gente del luogo; fuori posto,
ecco, proprio così, come se il riso
dei provinciali in festa, nel composto
loro serafico contegno fosse
destinato a me solo, quasi imposto
per dileggiare il mio dolore, forse
proprio il dolore, certo, giacché il mio
era uno sguardo mesto, e le risorse
che mi portavo nelle tasche, Dio!
quelle sei sigarette, quel giornale
spiegazzato, la lettera d’addio
che mi ero messo in testa di copiare
minutamente da un autore noto,
tutto questo ero tragico, banale,
e inutilmente frivolo, monotono
come quell’abitudine al passeggio,

 
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  Cristina Sparagana