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o forse notte, non lo so, e la nausea
di te, dei tuoi ricordi, si scioglieva
fra le luci del porto, nella casa
di riposo degli uomini. Dovero?
Non lo so, ma la mente era pervasa
dalla tua dissolvenza e, col pensiero,
indugiai ancora un attimo sui baci
che mi negasti sorridendo, mero,
credo, bagnato il mignolo ai mordaci
flutti del porto insonnolito, mentre
ricordavo i tuoi motti, i tuoi salaci
scherzi privi di spirito, per niente
graziosi, lo rammenti, mia sirena,
e forse fu lo sguardo della gente
che ti ascoltava con la bocca piena
mentre ridevi sola, con il fumo
che ti usciva dal naso, con la schiena
appoggiata alla porta, con quel grumo
di caffellatte allangolo del labbro.
Come non lo capisti che nessuno
si curava di te, di noi, del glabro
tuo viso depilato allora, come
non volesti capirlo? Ma febbraio
ti aveva dato un po alla testa, e nome
pił non avevi, ma soltanto una
positura corretta, doccasione, |
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