autori Poeti contemporanei

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  MORTE DI UN PROVINCIALE
(soliloquio poetico in tre fasi)

a osservare le barche col binocolo
che mostrava la gente, lì, all’ormeggio
dei pescherecci, presso la vetrina
della gelateria. Ma il peggio, il peggio
di tutto questo era che la banchina
inondata di sole, popolata
di gabbiani e di uomini, ferina
come una donna frivola, truccata
con violento malgusto, fresca, stesa
svogliatamente al sole, imbambolata,
mi irritava, davvero; era un’offesa
a quel mio sguardo ebete, confuso
che mi pesava in faccia; una contesa
per schiaffeggiarmi, urlarmi sotto il muso
in maniera oltraggiosa, sì, oltraggiosa
"Sveglia! La vita è bella! che è accaduto
che te ne stai da un pezzo in quella posa
come aspettassi un calcio nel sedere?"
E mi guardava in faccia, la sciantosa,
la provinciale, la città crudele
dal marenostrum, della lunga noia
domenicale, col banchetto greve
del pesce fritto in atto sulla soglia
della locanda per turisti; quasi
lieta del mio malessere, e la gioia
delle grotte, le nespole, le case
arroccate qua e là sul promontorio
desolato e pacifico, coi vasi
ai balconi di tufo; quel mortorio
di voluttuosa generosità,

 
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  Cristina Sparagana