autori Poeti contemporanei

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  RESURREZIONE

Come l’imbuto dell’inferno. Come
la nuditÓ di Crono, la sua bocca
demolitrice di bambini, a mezzo
tra le punte degli atomi e l’abisso
del profondo decrescere, il suo immenso
perizoma di sangue, come l’oro
sull’altissima pianta del fagiolo,
cielo e terra in un’unica radice,
io, la figlia dell’orco musicale,
ho slacciato lo spago delle note,
ho vuotato i miei occhi sotto il mare
e li ho arrossati al dondolio dei pesci.

Tutto il corpo era un circo di colori
e solo l’anima restava azzurra, forte
contro lo scempio dei talloni
sulla carcassa insonnolita, contro
le ghette solide dei cavalieri
luminosi di sperma e di metallo.

Oh, l’asino Ŕ affiorato galleggiando
col potente bacino devastato
nel plenilunio degli innamorati,
un burattino alla sua destra e il fianco
affrescato dal passo delle alghe.

Bello quel suo gonfiore che silente
biancheggiava alla vita:
la decomposizione come il fiore
di un trascorso peccato.

Uno specchio ha inghiottito la sua pelle,
la mole sudicia, la colpa antica
traghettata da ruote di zavorra,
e un colosso di bolle ha sostenuto
la sua risibile resurrezione.
 
     
  Cristina Sparagana