autori Poeti contemporanei

Icona Profilo | Posta

     
  STABAT MATER
dI Cristina Sparagana

Donna, sono ridenti le tue gambe
come fusti di vimini sul carro
insonnolito di una processione.

Ogni neo come il grano di un rosario,
ogni verruca un’esile frangente
di memoria preistorica.

Hai composto le schegge dei tuoi fianchi
in un cupo sepolcro di velluto,
l’occhio di Dio vibra nel tuo ombelico,

il tuo ventre ha violato la cintura,
trasecolando nella partitura
di una furente trasfigurazione.

Celebriamo il tuo fascio di tessuti
popolati dai segni dei defunti,
i tuoi nidi di carne, le tue gazze,
le tue epigrafi spurie,

e il cimitero del tuo grembo, e ancora
l’ora fuligginosa del lamento,
il seminale calamo, le macchie
del tuo rimmel d’argento.

E le tue labbra celebriamo, gli orli
delle tue labbra
come l’effigie di un gran pesce rosso
che si getta nel rogo degli specchi,
luminoso e nuziale,

ed il tuo sesso scalzo, calcinato
sotto il tuono terribile, il fragore
della caccia, la pesca, la raccolta

 
     
 

avanti >