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Poeti contemporanei


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CHICCHI VIDAL

Un giorno, passero della sordina,
fosti il breve lanciere del mio orecchio,
greve d’artigli e chiocciole di sole,
la bolla al labbro, l’umido stiletto
che premeva il capezzolo e l’alcova.
Ci privasti del fianco e nell’amplesso
t’insinuasti volando con i draghi
dimezzandoci il seme sulla gola.
Ti comprai una cuffietta di cotone
rosa d’acqua e di vino, e ti protesi
allo zufolo e al cenno di sgomento
nel ricondurti sulla costa lieve
delle tue fragili bracciate d’aria.
Fosti delfino, fosti garza e piaga,
pelle di vipera e di cherubino.
Fosti nuoto selvatico, cammino
all’arca buia dell’adolescenza.


 

 

 Cristina Sparagana