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Acqua 2

La scrittura contemporanea sembra spesso evitare lo scandaglio della realtà, siamo lontani da quella che una volta era la ricerca di senso. In Acqua 2 non abbiamo propriamente ciò che si chiama creazione di un mondo, è piuttosto una pellicola filmica che registra i dati e li riproduce sotto forma di scrittura. La definizione, la coerenza, sembrano non far più parte della modernità; il brivido del lettore è suscitato dal registro di vita superficiale e apparente, in-definito e contraddetto.
Legate a dirette radici autobiografiche, sono storie d’amore e storie di vita, quando la vita è d’amore. Nulla che sia sdolcinato, anzi pregno di una concretezza piena e vera che s’intreccia a una domanda di senso.
L’affermazione della gioia di vivere, l’afflato di piacere, sembra avere ormai qualcosa di inopportuno, allora sono discese attraverso le scale di palazzine scialbe, in storie di convivenza e tradimento. Un’improbabile cucina rossa, nebbia surreale, una cena a Berlino, tutto amalgamato nella ricerca di uno stile che è peculiare inconfondibile dello scrittore.
L’acqua lucida e riflette, si muove nell’immobile, in gocce, in vapori, copre con il suo rumore il rumore dei passi prima della morte, ma non diluisce il sangue, che resta irto e rappreso.
Ho visto dire dall’autore: chi legge vuole mettersi alla prova. Sotto le immagini che respirano in Acqua 2 si scorge il fondo indicibile e cieco che plasma il vissuto. E forse non è vero che "le azioni della gente sono più interessanti del perché le compiono".

E.M. Marica