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Massimo Fabrizi è nato a Jesi (Ancona) nel 1969. Insegnante nella Scuola Media, è dottorando in Lingue e letterature comparate presso l’Università degli Studi di Macerata. Autore di articoli e recensioni sulla letteratura italiana moderna e contemporanea, ha inoltre pubblicato un volume di poesie dal titolo "Per fragile delirio" (Grottammare, Stamperia dell’Arancio, 2001).

 

 

La recensione:

Un’ironica avventura tra l’Italia ed il Belgio

Guarda come corrono i fiamminghi pedalatori (Frilli Editori, Genova 2002) è il romanzo d'esordio di Massimo Fabrizi, giovane e promettente scrittore marchigiano nuovo al genere narrativo ma già noto per la sua plaquette poetica Per fragile delirio pubblicata nel 2001 (Stamperia dell’Arancio, Grottammare). Protagonista del romanzo è Fabio Clementi, studente italiano in soggiorno all'estero, in terra belga. La descrizione di questa esperienza, che ha il suo fulcro nel rapporto amoroso di Fabio con Else, offre all'autore l'occasione per una sagace meditazione sulle problematiche esistenziali e socio-politiche dell'età contemporanea. Con un linguaggio marcatamente ironico, Fabrizi riflette sulla Comunità Europea, l'industria cinematografica, la programmazione televisiva, la settorializzazione del sapere, la mercificazione, il capitalismo, la guerra, la scienza, la società italiana, la superficialità e falsità delle relazioni umane, alla ricerca di quel quid che possa rendere più autentica l'esistenza. Particolarmente pungenti sono i riferimenti ai processi psicoanalitici, alla critica letteraria, alle teorie dell'interpretazione e della ricezione. La componente ironica è rafforzata dalla voce fuori campo del narratore. Il linguaggio presenta una mescolanza di termini stranieri, soprattutto inglesi e fiamminghi, amalgamati al contesto italiano, neologismi, vocaboli ed espressioni proprie della comunicazione orale con prestiti desunti da diversi settori, specialmente da quello sportivo e pubblicitario. Si tratta di una lingua che riflette le movenze del parlato giovanile, ma che allo stesso tempo non disdegna i riferimenti colti. Disseminati nel testo sono infatti numerosi rimandi a opere pittoriche, brani musicali, testi letterari e filosofici, nonché rinvii a miti classici e citazioni di luoghi e personaggi biblici. Lo stile è il risultato del fitto intreccio di lingue diverse, in primis italiana e fiamminga. Leuven, il luogo in cui è ambientata la vicenda narrata, è punto di incontro (e scontro) di culture, tradizioni, parlate differenti e meta privilegiata di studenti universitari, e come tale emblema dell’Unione Europea. La cittadina è descritta con brevi ma sapienti pennelate, attraverso i particolari di strade, locali, pub che ricreano l'atmosfera tipica del Belgio. Ed è proprio dal confronto tra ItaliansFlemings che deriva il titolo del libro, che se da un lato denota la consuetudine dei fiamminghi a usare la bicicletta come mezzo di locomozione, dall'altro indica più sottilmente la fretta con cui l'uomo di oggi affronta la vita, bruciando le tappe intermedie.

 

 

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