Il Mattino di Padova
Fantasy noir a braccetto nell'opera prima di Messina
di Eugenio Garzotto

Il mondo reale che si compenetra con una terra di sogno, in continua costruzione ed evoluzione. Un pianeta magico, che rischia però di dissolversi sotto i "colpi" della sua "controparte" materiale - dominata dall'odio, dalla paura, dalla rassegnazione - che inizia lentamente, ma inesorabilmente, a corroderne le strutture portanti. Il preavviso della distruzione imminente è una furibonda tempesta che costringe la razza dei Solitari a fuggire dalla propria terra. E' d'improvviso in bilico il futuro di una landa di sogno il cui destino è nelle mani di un manipolo di veggenti e guerrieri che si dovranno battere per la salvezza di Ritron, il luogo del "fantastico", contrapposto alla tangibile, feroce freddezza di Terramare. Lascia piacevolmente stupefatti, per l'originalità della trama, L'assurdo respiro delle cose tremule (L'autore Libri di Firenze, pagg. 124, 13,20 euro), esordio letterario di Antonio Messina, nato a Partanna ma padovano d'adozione. Il suo autore lo definisce un "fantasy-noir" ricco di rimandi letterari - da Ray Bradbury a George Orwell, da R. R. Tolkien a Robert E. Howard - rivisitati con intelligenza e acume per darci la possibilità di leggere una storia affascinante, sempre a cavallo fra l'ordinaria, e spesso terribile realtà dei nostri giorni, e il suo contrappunto onirico, ma non meno reale per chi lo abita. Colpiscono lo stile ricco, immaginifico, la complessità psicologica dei personaggi (l'orgogliosa Aiscia, il fragile Eliseo, la dolente Nattullami, il rude Orundus, l'enigmatico sensitivo Metaurus, fra i principali) e l'azione che si snoda fra continui colpi di scena, sempre pervasa però di una struggente malinconia. Anche se va sottolineata una certa "pesantezza" dei primi capitoli, in cui compaiono quasi simultaneamente troppi personaggi, che rischiano di confondere il lettore. Ad ogni modo, una cifra narrativa che fa de L'assurdo respiro delle cose tremule un libro che, pur inserendosi in un filone che sta conoscendo una seconda giovinezza (con un'eccessiva proliferazione di titoli), colpisce per la sua freschezza e inventiva, che rielabora i canoni stilistici del genere.