Antonio Messina
La memoria dellacqua, Piombino, Edizioni Il foglio, pp.
148, euro 12,00
Una sorta di Città del Sole,
di Utopia, collocata fuori del tempo, oltre lo spazio
conosciuto, ci accoglie in questo libro, apparentemente
fantascientifico, in realtà metafora filosofica del viaggio
o meglio della fuga dallovvio, dal banale, dal
pragmatico, verso il limen che segna inequivocabilmente il
senso dal nonsenso.
Individua, Memoria dellacqua, un bisogno di altrove,
nella stagione di ottembre secondo il felice
neologismo della scrittrice pugliese Monica Cito-, nel mondo di
Thana, oltre la porta degli Angeli, verso linnocenza, lo
stato di natura alla Rousseau: larmonia di cui lacqua
è in grado di conservare memoria nella sua trasparenza.
Larmonia è quella sensazione delevazione dello
spirito che ci rende quasi invincibili; è una forma
damore, la forma di amore più completa e complessa che
esista in tutto luniverso.
Il libro nasce quindi dal bisogno di cercare il significato e il
destino della vicenda umana, di comprendere la ragione del dolore
e del male che imperversa ovunque: la verità è che non
riusciamo ad accettare la parte malata di noi stessi, quanti
segreti e orribili desideri agitano i nostri sogni, quanto odio
coviamo, quanta cattiveria. La ragione ci ordina di essere saggi,
caritatevoli, buoni con il prossimo e, invece, tradimenti,
guerre, ingiustizie, potere e denaro, carriera
Il tragitto è allora verso il sogno e il sentimento e consiste
nella possibilità di riscattare la grigia piattezza del
quotidiano col velo dellemozione, del mito, della cultura e
dellarte, ma non è così facile, pertanto il tarlo di
Antonio Messina continua a coagularsi nelle eterne domande sul
nostro posto nel mondo e sulla fatalità della morte, in quelle
istanze imprescindibili di ogni filosofo e di ogni artista.
Il suggerimento che sembra scaturire dalla lettura è che per
raggiungere lo stato di grazia sia indispensabile abbandonare la
saggezza, intesa come rassegnazione, in favore dellistinto.
In una parola lo scrittore, pur insistendo sulla forza
dellintelletto, sceglie in realtà lopzione
dellirrazionale, nel senso che a suo parere sono vani i
tentativi di interpetrare secondo ragione la realtà e la storia.
È indubbio che da questo punto di vista il testo si incanali
nelle tesi dellirrazionalismo metafisico di Shopenhauer, ma
anche in alcune forme di esistenzialismo, da Heidegger, Jaspers,
Sarte, che hanno affermato lineluttabilità dello scacco,
la catastrofe delluomo e della storia, in un paradigma
universale che manca di punti di riferimento e di salvezza. In
balia del nulla, mentre lessere umano precipita nella sua
dissoluzione, una delle strade percorribili è solo una forma di
straniamento o di follia.
Lirrazionalismo della nostra epoca e la ritirata
nellintimità di proprie mitologie dipende da molti
fattori, da fenomeni sociali irrisolti globalizzazione,
ingiustizie, discriminazioni, ecc.- quanto, sul piano più
strettamente filosofico, dal crollo di illusioni riguardanti la
fiducia nel positivismo scientifico quanto nella metafisica
consolatoria, compresa quella religiosa.
Messina, gettando lo sguardo sulla scompaginata contemporaneità,
vuole smettere tuttavia di essere un uomo senza speranze.
Cerca dei valori, in primo luogo la felicità, laddove anche la
religione ha fallito nel confortarlo, in un ideale etico-estetico
che diventa materia della sua narrazione.
Per percepire la bellezza gli uomini devono lottare, soffrire,
elevarsi e perire, in un alternarsi di delusioni, amore, dolore,
per poi elevarsi ancora, ancora soffrire e finalmente trovare.
Altrove:
Il nostro mondo è un oceano di sofferenza
solitudine,
dolore, un sentire ombroso che spesso dilania lanimo. Ad
ogni modo cè ancora una speranza
La speranza di Messina è nellamore, afflato delle
creature simile a quello auspicato da Leopardi nella ginestra,
che simula il muro della diga che protegge dallinondazione.
Pertanto è vicino alle correnti spiritualistiche contemporanee
che si richiamano allinteriorità, contro le forme
dellilluminismo e contro un agire legato solo a leggi
fisiologiche, salvaguardando così le peculiarità alte
dellessere umano.
Un discorso a parte merita lo stile di Antonio Messina, che non
solo lascia trasparire lassetto degli studi classici, ma
anche si atteggia in una forma elaborata, senza scadere
nellartificioso, elevandosi sovente per qualità lessicale
e agglomerazione sintattica al livello della prosa poetica.
Roma, 3 ottobre 2006
Fortuna Della Porta
Fortuna Della Porta nasce in provincia di Salerno e lì ha
vissuto per anni. Dopo la laurea in lettere per quasi un
ventennio si è dedicata allinsegnamento, trasferendo nella
professione linteresse per la classicità e la parola
poetica. Ha pubblicato due volumetti di versi: Rosso di sera, ed.
Il Calamaio e Diario di minima quiete, ed. LietoColle. Presso la
medesima casa editrice è in stampa la nuova raccolta poetica Il
Viaggio. Un poemetto di circa 1000 versi, Canto Primo, è apparso
sul periodico letterario Poiesis. Recensioni, articoli, racconti
e il dramma Scacco al re sono stati pubblicati in siti specifici
della rete, mentre alcune raccolte inedite, e Rosso di sera, si
sono segnalate tra i vincitori o i finalisti in alcuni premi (J.
Prévert, E. Morante, G.Lorca, Baudelaire, Albatros). È presente
con suoi testi in numerose antologie. Collabora con piccole case
editrici e con alcune riviste letterarie sia cartacee che on
line. Vive ormai stabilmente a Roma.